Pane nero e carbone vegetale, effetti benefici o cancerogeno?

Da alcuni anni si trova in commercio il cosiddetto “Pane nero”, c’è chi ne esalta le proprietà benefiche e chi lo considera pericoloso.

 

Il “Pane nero” è un prodotto che negli ultimi anni si è diffuso velocemente nelle nostre tavole. Ricercando informazioni su questo alimento, si trovano notizie contrastanti in riferimento alle sue proprietà benefiche e in alcuni casi viene accusato di essere cancerogeno.

Incominciamo a fare chiarezza partendo dalla normativa: in data 22/12/2015 con la nota ministeriale n. 47415, il Ministero della Salute dichiara che è ammissibile la produzione di un prodotto di panificazione caratterizzato dalla presenza di carbone vegetale. Questo è l’ingrediente utilizzato per la produzione del “Pane nero”, ma la nota continua specificando che tale prodotto può essere chiamato prodotto della panetteria fine. Da ciò deriva che il “Pane nero” non può essere chiamato pane, anche perché  la legge  n.502 del 30 novembre 1998, specifica le caratteristiche che deve avere un prodotto per essere chiamato pane e tra queste non rientra il carbone vegetale. Inoltre la nota 47415 continua dicendo che non è possibile aggiungere nella etichettatura, presentazione o pubblicità del prodotto, alcuna informazione che faccia riferimento agli effetti benefici del carbone vegetale per l’organismo umano, stante il chiaro impiego dello stesso esclusivamente quale additivo colorante.

Quindi il carbone vegetale è un additivo colorante, ma è anche vero che in farmacia si può comprare come integratore alimentare e che viene venduto vantando effetti positivi sulla flatulenza. Su tali effetti però,  non ci sono evidenze scientifiche sul lungo periodo.  Essendo un additivo colorante deve essere trattato secondo i regolamenti CE 1333/2008, relativo agli additivi alimentari, e 231/2012, che stabilisce le specifiche degli additivi alimentari elencati negli allegati II e III del regolamento precedente, e quindi le caratteristiche che questi additivi devono avere per non provocare problemi e per poter essere venduti.

carbone vegetale
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Quanto detto riguarda la normativa e, personalmente, queste informazioni mi portano a pensare che forse il prodotto di panetteria fine ottenuto con l’aggiunta di carbone vegetale non porti molti effetti benefici.

Ma cosa è effettivamente il carbone vegetale? Come si ottiene?

Rispondendo brevemente a questa domanda, si può affermare che il carbone vegetale è il prodotto della carbonizzazione di sostanze vegetali quali legno, residui di cellulosa, torba e gusci di noci di cocco o altri gusci. Il carbone attivo così prodotto è macinato con un mulino a rulli. Successivamente subisce altri trattamenti tra cui una purificazione con acido cloridrico, una neutralizzazione e un’essiccazione.

Questa ultima descrizione potrebbe spaventare, ma non è questa l’intenzione. L’EFSA (autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) garantisce che, se rispettati il limiti dei citati regolamenti, il carbone vegetale non presenta pericoli per la salute.

Sintetizzando quanto detto:

  • Non si può chiamare pane nero un pane ottenuto con la giunta di carbone vegetale, perché tale prodotto non rientra nella definizione di pane e si potrebbe facilmente ingannare il consumatore;
  • Non si può vantare effetti benefici del prodotto in cui è presente il carbone vegetale, perché questo è un additivo colorante;
  • Il carbone vegetale non ha effetti negativi sulla salute umana se si rispettano i limiti imposti, può portare effetti positivi sulla flatulenza ma non ci sono studi che confermino il mantenimento di questi effetti sul lungo periodo.
alessandrosquillaci
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