Fipronil: EFSA ha pubblicato i risultati del monitoraggio di controllo

L’EFSA ha pubblicato l’ analisi dei dati raccolti da campioni alimentari dopo il rinvenimento su larga scala di residui di Fipronil in diverse partite di uova nell’estate del 2017.

 

Ad Agosto del 2017 è stata rilevata sulle uova una contaminazione da Friponil su larga scala. A seguito di questi ritrovamente, l’EFSA ha condotto delle analisi su 5000 campioni di uova e pollame. I campioni sono stati analizzati per Fipronil e altre sostanze attive specificate dalla Commissione europea. Le analisi hanno evidenziato che 742 di questi campioni contenevano residui in quantità superiori ai limiti di legge, quasi tutti di Fipronil. L’unica nota “positiva” in questo evento negativo risiede nella provenienza dei campioni che hanno superato il limite, questi erano campioni già sospetti, cioè derivati da prodotti o produttori per i quali era nota o ipotizzata una violazione d’uso.

I prodotti che superavano i limiti di legge provenivano da otto Stati membri: Paesi Bassi, Italia, Germania, Polonia Ungheria, Francia, Slovenia e Grecia.

Cerchiamo di capire cosa è il Fipronil.

Il fluocianobenpirazolo, questo il nome chimico, è un insetticida ad ampio spettro che interviene sul sistema nervoso centrale dell’insetto. Questo veleno ha una lenta attività di azione, l’insetto avvelenato non muore subito e, tornando nella colonia, permette di colpire anche gli altri membri della colonia stessa.

Negli allevamenti di galline, specialmente quelli intensivi, è più facile che si diffondano degli infestanti come acari, pulci rosse e zecche. Per tale motivo si utilizzano degli insetticidi.  La sostanza tossica, usata per prevenire i pidocchi nel pollame, è vietata dalle leggi europee per prodotti destinati al consumo umano. Per questo motivo è stata stabilita una quantità massima ammessa di Fipronil nelle uova  nell’Unione Europea  di 0.005 mg per kg di uovo. Le uova italiane nelle quali è stato trovato il Fipronil,  ne avevano  0.056 mg per kg. Si tratta di un valore che eccede di dieci volte il limite di legge, ma ancora molto inferiore a quella che potrebbe essere una dose con effetti tossici. Dalla letteratura scientifica sappiamo che è necessaria una dose superiore i 0,7 mg  di friponil per avere effetti tossici in un uomo adulto. Considerando che un uovo pesa circa 50 grammi, possiamo dire che ogni uovo contaminato presentava 0,0028 mg di fripronil.  Facendo una rapida moltiplicazione, ne deriva che per arrivare a una dose pericolosa bisognerebbe mangiare 250 uva contaminate.

Questi semplici calcoli vengono riportati, non per sminuire la pericolosità dell’insetticida, e neanche per giustificare le aziende che ne hanno fatto uso; ma semplicemente per non trasmettere una paura infondata che potrebbe portare a diminuire il consumo di uova (come avvenuto per altri scandali alimentari).

alessandrosquillaci
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