Rogna dell’olivo

La rogna dell’olivo è una malattia batterica, ampiamente diffusa nelle zone olivicole del bacino del Mediterraneo e anche in altre aree del mondo.

La Rogna dell’olivo è una malattia molto comune nel nostro paese, specialmente nelle zone dove il clima è più umido. La Rogna dell’olivo è provocata da un batterio: lo Pseudomonas savastanoi.

Il batterio penetra nelle piante attraverso delle ferite, le quali possono essere causate da:

  • Grandine;
  • Vento;
  • Basse temperature;
  • Pratiche colturali come la potatura e la raccolta;
  • Fitofagi come la mosca dell’olivo.

Il batterio entra in un organo della pianta, sia esso la foglia, il ramo, l’oliva, ecc. e successivamente viene trasmesso a tutta la pianta tramite il flusso linfatico.

Il batterio ha un periodo di incubazione che varia dai 30 ai 90 giorni circa ed è favorito dalle temperature miti e dall’umidità.

SINTOMI

I sintomi consistono in delle escrescenze tumorali, più o meno tondeggianti, con una superficie rugosa. La grandezza di questi tumori è di qualche centimetro di diametro, a seconda della gravità di infezione, del suo vigore e della resistenza della pianta.

Se il batterio colpisce le olive, queste si deformano oppure vi possono apparire delle macchie scure di qualche millimetro di diametro in corrispondenza delle lenticelle.

CURA

La cura avviene attraverso la potatura di rimonda detta anche di risanamento. Tale potatura mira ad eliminare tutto quello che è anomalo dalla pianta:

  • Rami spezzati;
  • Rami secchi;
  • Rami che presentano una patologia (in questo caso le escrescenze tumorali).

Una volta finita la potatura, i rami tagliati devono essere bruciati. Inoltre tutti gli strumenti di lavoro devono essere disinfettati, compresi i guanti e i vestiti. Infine è importante evitare di potare una pianta sana utilizzando gli strumenti impiegati poco prima per potare una pianta malata.

Un’alta accortezza che può essere utile risulta essere la disinfezione delle ferite con prodotti a base di rame.

PREVENZIONE

  • Evitare, per quanto possibile, di provocare danni alla pianta;
  • Utilizzare nesti privi del patogeno;
  • Utilizzare portainnesti resistenti;
  • Lotta contro la mosca dell’olivo.

 

 

 

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