SANIFICAZIONE CORONA VIRUS

I locali riaprono, le attività ripartono e tutti dobbiamo sanificare. Ma cosa vuol dire e come fare? La sanificazione certificata è necessaria? Sanificazione corona virus.

Ultimamente capita sempre più spesso di sentire le seguenti domande:

  • Come faccio a sanificare?
  • Devo chiamare una ditta esterna e farmi rilasciare una certificazione per la sanificazione del corona virus?

Prima di rispondere a queste domande ritengo utile differenziare tre termini che spesso vengono utilizzati come sinonimi: pulizia, sanificazione e disinfezione.

La pulizia è quell’operazione che consente di rimuovere lo sporco di qualunque tipo (polvere, sostanze untuose, liquidi, ecc.). Normalmente si effettua mediante rimozione manuale, meccanica, con l’utilizzo di acqua e prodotti detergenti.

La sanificazione invece è un intervento mirato ad eliminare batteri ed agenti contaminanti che con le comuni pulizie non possono essere rimossi. La sanificazione si esegue sfruttando l’azione di agenti chimici detergenti in grado di riportare il carico microbico entro standard di igiene accettabili ed ottimali. È importante ricordare però, che la sanificazione è efficace solo dopo un’adeguata pulizia.

La disinfezione, infine, consiste nell’applicazione di agenti disinfettanti, solitamente di natura chimica o fisica (calore), che distruggono o inattivano i microrganismi patogeni presenti sugli oggetti o superfici.

Dal momento che il virus SARS – CoV – 2 potrebbe essere in grado di sopravvivere nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati devono essere sottoposti a pulizia e sanificazione prima di essere utilizzati. Per tanto, l’azienda ha l’obbligo di assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e della aree comuni (es. mense, spogliatoi, sale pizzerie, ecc.).  Deve essere inoltre garantita la pulizia a fine turno e sanificazione periodica di tutte le superfici  con contatti frequenti (es. schermi touch, tavoli, banconi, ecc.).

Puntualizzato tutto ciò possiamo rispondere alle precedenti domande, incominciando dalla seconda:

“Devo chiamare una ditta esterna e farmi rilasciare una certificazione per la sanificazione del corona virus?”

Solo in alcuni casi:

  • Riapertura di attività ubicate in aree geografiche a maggiore epidemia;
  • Aziende in cui si sono riscontrati casi sospetti o accertati;
  • Ambienti sanitari.

In tutti gli altri casi si può sanificare in completa autonomia. Per cui passiamo alla prima domanda:

“Come faccio a sanificare?”

La prima cosa da fare è quella di effettuare una corretta pulizia. Successivamente si procederà con il trattamento di tutte le superfici (comprese le pareti e gli infissi) con prodotti a base di cloro (es. l’ipoclorito di sodio, comunemente chiamato candeggina). per quelle superfici che potrebbero rovinarsi al contatto con sostanze a base di cloro, si possono utilizzare prodotti a base alcolica.

La sanificazione dovrà essere periodica e quindi ripetuta ad intervalli che vanno determinati in base al tipo di attività, in base alla funzione/utilizzo delle superfici, del numero di lavoratori in grado di entrare in contatto con tali superfici e del numero di clienti che potenzialmente possono entrare in contatto con tali superfici.

Se si procede in autonomia, bisogna tenere presente che bisogna:

  • Informare e formare gli addetti alle pulizie;
  • Mettere a disposizione degli addetti alle pulizie idonei DPI;
  • Istruire i lavoratori sul corretto utilizzo dei DPI;
  • Aggiornare il manuale H. A. C. C. P.;
  • Mantenere aggiornati i registri di pulizia/sanificazione.

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alessandrosquillaci
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